God of War – Recensione

Do not be sorry, be better!

God of War - Recensione

Basta una benda sciolta che ondeggia al vento dopo pochi minuti e capisci subito che God of War è cambiato, che Kratos è cambiato. Poi ti guardi attorno e vedi la neve, il gelo e temperatura rigide. Questa non è Sparta.
Sono passati molti anni dall’ultima apparizione di Kratos e le cose sono cambiate parecchio. Il Dio greco ora ha un figlio, Atreus, e la sua vita è cambiata completamente e i suoi obiettivi sono stati stravolti.
Sony Santa Monica ha voluto dare nuova vita alla serie che debuttò nel 2005 su PlayStation 2 e, per l’esordio con un titolo nuovo di zecca per PlayStation 4, le cose sono state fatte in grande, grandissimo stile.

God of War – I contenuti

Vorrei sciogliere sin da subito ogni dubbio. God of War è un bel gioco? Assolutamente sì! Merita di essere acquistato e giocato? Assolutamente sì, sia che siate neofiti della saga di Sony Santa Monica sia che siate utenti già avvezzi, in grado di snocciolare tutto l’albero genealogico di ogni divinità incontrata da Kratos nella sua vita. L’unica differenza in tal senso, e per me sarebbe un vero peccato, sarebbe l’impossibilità di cogliere quella gran quantità di citazioni e riferimenti nei confronti del passato di Kratos e della sua vita che fu. Se questo è invece il vostro primo God of War, sarete sicuramente in grado di goderne a pieno e di assaporare la bontà del lavoro di Sony Santa Monica, consapevoli di alcune piccole e inevitabili mancanze a livello di background.
Come già detto in sede di presentazione, questo nuovo capitolo presenta parecchie novità rispetto a quanto visto in passato, non solo a livello di contenuti e di storia ma anche sotto l’aspetto del gameplay. Partendo dai primi, il Kratos che si presenta davanti a noi è ben più maturo (in tutti i sensi) e naturalmente consapevole di essere padre e di quali siano quindi le responsabilità che gravano su di lui.
God of War - Recensione
Il Dio spartano non è mai stato uno di molte parole e tra le fredde vallate del Nord Europa lo è ancora meno, spinto da una protezione viscerale nei confronti di suo figlio. I due infatti partono insieme per un viaggio, una lunga missione per realizzare l’ultimo desiderio della madre Faye: spargere le sue ceneri sul punto più alto dei Nove Regni. Ed è proprio qui, in questo percorso, che nasce il vero rapporto tra padre e figlio, si evolve, si unisce, si divide, cresce. Atreus, da quello che traspare, ha passato gran parte dei suoi primi anni con la madre e ora, per la prima volta, deve approcciarsi in maniera profonda con suo papà. Non mancheranno momenti in cui anche Kratos, sì, proprio lui, saprà regalare attimi di inaspettata tenerezza, o umanità se preferite. Immagino che molti di voi, a patto che non vi abbiate già giocato o siate solo qui per curiosità (in tal caso grazie, ndr) vi stiate ponendo la domanda delle domande: com’è Atreus? Rovina l’esperienza di gioco? Il suo personaggio è “inutile” o d’impaccio? Assolutamente no.
Con grande sorpresa personale, non lo nego, Sony Santa Monica è riuscita a fare un lavoro magistrale con questa roboante new entry. Atreus risulta addirittura il personaggio meglio riuscito tra quelli che andremo a incontrare in questo God of War. Questo perché il figlio di Kratos, a differenza del padre ben caratterizzato da anni, subisce un’evoluzione, una trasformazione e l’abilità della software house è stata quella di riuscire a far comprendere questo cambiamento. A lungo andare non solo ci si affeziona al personaggio superando quella diffidenza iniziale ma se ne comprendono i pensieri, i dubbi, le incertezze e la vita vissuta. Grande pollice in su per Sony Santa Monica.
Naturalmente non mi addentrerò oltre per quanto riguarda la storia e la trama di questo capitolo ma è doveroso sottolineare come questa sia stata ben scritta anche se priva di clamorosi colpi di scena. Da sottolineare infine la cura e le ricerche fatte per quanto riguarda la mitologia norrena: una vera chicca che verrà sicuramente apprezzata da tutti i giocatori.
God of War - Recensione

God of War – Il gameplay

La prima grande novità per quanto riguarda il gameplay invece è l’inquadratura scelta: la scena viene raccontata attraverso una telecamera libera sopra le spalle che, a dirla tutta, non risulta assolutamente fastidiosa e dopo aver preso confidenza con dinamiche e combat system riesce a far vivere le vicende in maniera più “intima”, capendo le scelte del team guidato da Cory Barlog. Abbandonate le lame del Caos, Kratos impugnerà il Leviatano, un’ascia norrena che ha anche la funziona di boomerang e può essere richiamata a sé tramite la pressione del tasto triangolo. La nuova arma sa essere devastante grazie anche al ramo delle abilità che, con meccaniche già vista negli RPG, permette di sbloccare nuove mosse, grazie all’aiuto di un’improbabile coppia di fratelli nani, abilissimi nel forgiare e riparare armi. Allo stesso modo è possibile sbloccare nuove armature e potenziamenti. Questo discorso vale naturalmente sia per Kratos sia per Atreus, il tutto senza inficiare in alcun modo l’esperienza di gioco. Non temete, la presenza di questi elementi e la natura più intima e introspettiva del nuovo God of War non vi priverà di quelle caratteristiche che hanno fatto la storia della serie. Sto parlando naturalmente di combattimenti a dir poco epici, di botte da orbi e scontri che sapranno coinvolgervi fino a farvi esultare in caso di vittoria. Molto, certamente, dipenderà dal livello di difficoltà con cui affronterete il gioco con un grado di soddisfazione direttamente proporzionale al grado da voi scelto.
God of War - Recensione

God of War – Il comparto tecnico

La grandezza di God of War, e non poteva essere altrimenti, viene misurata anche dal comparto tecnico. Grafica di primo livello e zero sbavature tecniche, anche nelle fasi più concitate del gioco, quando lo schermo pullula di nemici di ogni tipo e dimensioni. Nulla è stato lasciato al caso. Non è possibile esimersi inoltre dal menzionare la colonna sonora, un vero capolavoro nel capolavoro, capace di emozionare e regalare momenti veramente da ricordare, uniti a maestosi paesaggi e grandi scene. Se siete collezionisti in tal senso di colonne sonore videoludiche, come il sottoscritto, non potete non avere nella vostra bacheca le musiche di questo gioco.
God of War rasenta la perfezione. È possibile muovere critiche al lavoro di Santa Monica? Certo, la vetta è lì, la vedi, la sfiori e la percepisci. Forse la storia non è in grado di dare quello scossone che a lungo sembra esserci ma che alla fine non arriva. Date le aspettative, per chi era già riuscito a cogliere la nuova anima di Kratos e della serie, era forse lecito aspettarsi qualcosa di più a livello di storia e di contenuti. Sia chiaro, si tratta di sfumature, il tocco finale che il pittore deve mettere sulla sua opera per dare vita a quello che è un davvero un capolavoro senza alcuna sbavatura.
Questo capitolo in sostanza sembra essere la premessa per qualcosa che arriverà in futuro, come se volesse aprire le porte verso una nuova era. Quello che sarà il futuro di God of War ora non è possibile saperlo ma non vi è dubbio che Sony Santa Monica sia riuscita a reinventare la saga dandole una nuova identità e nuovo valore.

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Informazioni su Samuele "SamWolf" Zaboi 3557 Articoli

Videogiocatore da sempre, amante di boardgame, fumetti, cinema e Serie TV. Affascinato da ciò che è insolito, inusuale e profondo amante del mondo horror.
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Fondatore e ideatore di NerdGames.it
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