Yakuza 6: the Song of Life – Recensione

Sayonara Kazuma Kiryu

Yakuza 6: the Song of Life - Recensione

Alla fine ci siamo. Tutte le storie, anche le più grandi, prima o poi, giungono alla loro conclusione. Questo vale anche per le vicende di Kazuma Kiryu, che toccano il loro capitolo finale in Yakuza 6: The Song Life, titolo che segna l’epilogo del noto personaggio ma non della serie, che continuerà a sopravvivere con altri volti.
Una storia tutta da vivere, gameplay, azione e mini-giochi. A Yakuza 6 non manca nulla, proprio nulla.

Il capitolo conclusivo
Yakuza 6, come un po’ tutti i finali di grandi storie, specie quelle durate anni, ha molto da raccontare. Il focus in questo caso è il rapporto tra Haruka e Kiryu che, uscito di prigione, si trova alla prese con il figlio ancora in fasce della stessa Haruka. Questo ha permesso agli sviluppatori di affrontare un aspetto del tutto inedito e inesplorato di Kiryu, che si trova così a dover badare a un pargolo (con tanto di mini-giochi dedicati) e rivelando qualità ed emozioni piacevolmente inaspettate.
Naturalmente, e i fan di Yakuza lo sanno, non mancano le solite lotte tra band, che si sposteranno tra i noti luoghi di Kamurocho fino a Hiroshima. Ambientazioni da vivere e da “respirare” tutto d’un fiato, grazie anche alla potenza e alle prestazioni di PlayStation 4 che riescono così a regalare un’immersione totale, sopratutto nelle scene notturne, dove esplode un vero tripudio di luci e colori. La peculiarità di questo capitolo, rispetto a quanto visto in passato, è il fatto che la storia si concentri esclusivamente su Kiryu, senza svariare qua e là tra altri filoni e personaggi. Un focus totale, una sorta di tributo, che nasconde anche un velo di malinconia e nostalgia per quello che è stato e che non sarà più.
Yakuza 6: the Song of Life - Recensione
Yakuza 6: The Song of Life non si nasconde nemmeno per quanto riguarda il gameplay. Oltre alla trama, dove naturalmente non mi addentrerò oltre, la godibilità del titolo è assolutamente massima. Accanto a una struttura che non di discosta troppo da quello che i fan già conosco, sono spariti i fastidiosi tempi caricamento per i combattimenti mentre è presente una fresca novità per quanto riguarda i mini-giochi. Oltre a quelli già menzionati da genitore, come per esempio far addormentare il bambino, non mancano le sale giochi arcade e quelli classici come freccette o karaoke, solo per citarne giusto un paio. Naturalmente questi si inserisco solo marginalmente nella storia e nella campagna, diventando un elemento di contorno che se inizialmente apprezzato, alla lunga può risultare stancante e “fastidioso”, per quanto questi divertenti espedienti possano essere fastidiosi.
Sempre restando in materia di gameplay, il sistema di combattimento è stato rivisto, per favorire un approccio più agevole per i neofiti della serie (anche se forse partire con questo capitolo non è il massimo, ndr) mentre i giocatori più hardcore potrebbero forse storcere un po’ il naso di fronte a questa scelta che ha reso un po’ troppo semplicistico il combat system, bilanciato però da un’intelligenza artificiale migliorata. Non mancano altri difetti, come l’assenza di alcuni voti noti anche se si tratta di un elemento marginale e non così preponderante come si possa pensare. I sottotitoli in inglese potrebbero rendere un po’ difficoltosa la fruibilità del gioco ma i fan ormai lo sanno e sono abituati a questo sistema che, ancora una volta, conferma un grandissimo doppiaggio.
A livello di prestazioni Yakuza 6 non delude e si conferma senza ombra di dubbio il miglior capitolo della serie. La ricchezza di contenuti, anche grazie alle quest secondarie e ai mini-giochi, garantisce una quantità sterminata di ore da passare in compagnia di Kiryu.

“Yakuza-6”


Informazioni su Samuele "SamWolf" Zaboi 3516 Articoli

Videogiocatore da sempre, amante di boardgame, fumetti, cinema e Serie TV. Affascinato da ciò che è insolito, inusuale e profondo amante del mondo horror.
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Fondatore e ideatore di NerdGames.it
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