Captain Marvel – Recensione

Un nuovo capitolo MCU

Captain Marvel - Recensione

Si sa, un film del MCU è sempre un evento. In occasione dell’uscita di Captain Marvel abbiamo deciso di giocare la carta della doppia recensione, un doppio punto di vista, di chi legge fumetti da sempre e da chi il Marvel Cinematic Universe lo conosce alla perfezione (il voto finale è una valutazione media dei due redattori). Science Fiction, double feature!

Recensione Mauro “Uino” Orsi

Dovessi fornire un sottotitolo sia al film che alla recensione, propenderei per “Dacci oggi il nostro Marvel quotidiano“. Chi scrive é colui che alla Marvel si è approcciato tramite il fumetto e che continua ad amarlo (anche se con meno entusiasmo di un tempo, ma credo sia fisiologico). E comunque no, non penso che, in generale, i fumetti siano meglio dei film. Parliamo di due media diversi e quindi imparagonabili: nel primo si hanno a disposizione un numero di albi più ampio per sviluppare una vicenda; nei film, dopo 150 minuti circa, é necessario venire a capo della trama.
Era importante questa lunga (e probabilmente noiosa) premessa, perché purtroppo “Capitan Marvel” ha parzialmente deluso le mie aspettative e appunto non perché non rispecchia i comics. 
Spesso i film del MCU che hanno come protagonisti i personaggi meno noti al grande pubblico, sono risultati di qualità, sorprendenti e freschi, come ad esempio i primi capitoli di Guardiani della Galassia e Ant – Man. Captain Marvel, è un film pressapochista, il cui unico scopo è introdurre un personaggio che possa unirsi agli Avengers nella battaglia contro Thanos.
La protagonista del film è Vers (Brie Larsson), aliena proveniente dal pianeta Hala (casa della popolazione Kree), che trova rifugio sul pianeta Terra dopo essere fuggita da una nave spaziale degli Skrull, razza mutaforme in lotta proprio con i Kree.
Quando Vers arriva sul nostro pianeta, scopriamo – ma non era un segreto, i trailers e il web ce l’avevano già accennato – che il film si svolge negli anni 90, molto prima del progetto Avengers e di schiocchi di dita. Gli indizi sono tanti: negozi di noleggi home video, locandine di gruppi rock appese ai muri, camicie di flanella e da una colonna sonora che ha fatto nascere un’interessante dialettica tra me il mio compare di recensione.
Ascoltiamo infatti durante il film, pezzi di Nirvana, Hole, No Doubt, Garbage… si va sul sicuro insomma. Dal mio punto di vista è una scelta ragionevole, un po’ troppo facile, ma forse giusta per presentare un decennio musicale a chi non lo ha vissuto ma anche per strizzare l’occhio a quella grossa fetta di pubblico dei Marvel Movies rappresentata dagli over 40.
Arrivata sulla Terra, la potente guerriera Kree si imbatte subito in due giovani agenti dello SHIELD, Nick Fury e Phil Couson, impreparati e  addirittura scettici nei confronti di Vers e dell’esistenza di alieni mutaforme. Dopo varie vicissitudini, Fury inizia a fidarsi di Vers e insieme cercano di scovare gli Skrull, in attesa che arrivi la Starforce, una sorta di esercito Kree capitanto da Yon – Rogg (Jude Law, interpretazione e personaggio a mio parere insipidi).
In tutto questo Vers ha la sensazione di essere già stata sulla Terra, ha spesso dei flash-back, verso un nebbioso passato che però sta tornando a galla.
La presentazione del personaggio attraverso un continuo riemergere di ricordi risulta così ingegnosa ed originale. Un classico origin movie nel 2019 sarebbe stato veramente inutile.
Il personaggio di Vers /Carol Danvers/Captain Marvel è sicuramente la nota più lieta del film, che risulta invece molto debole negli effetti speciali deludenti (gli Skrull sembrano maschere di gomma) e nell’antagonista del film che – non sveliamo – è poco più di una comparsa. Anche se effettivamente, dopo Thanos, sarà un problema regalare un cattivo di livello.
Ma quindi, questo film è da buttare? No, non esageriamo. Perché? Proviamo a spiegarlo in maniera schematica:
– I Marvel Movies sono comunque prodotti di intrattenimento notevoli e anche stavolta le due orette del film sono piacevoli ed ideali per passare due ore rilassanti.
– La continuity è salda: cronologicamente, “Capitan Marvel” si pone solo dopo a “Capitan America”. Alcuni passaggi della storia vengono ampliati e spiegati, senza pasticci e incongruenze.
– Stan Lee è omaggiato a dovere. E il cameo è notevole… tenete presente che siamo negli anni 90, gli anni della generazione X…. Grazie Stan, ovunque tu sia.
– Qualche indizio in preparazione ad “Endgame”, seppur minimo, c’è e alla fine stiamo attendendo TUTTI quel film.

Alla fine, Captain Marvel, è un passaggio mezzo a vuoto, ma perdonabile, perché appunto ci regala un film debole… ma un personaggio potente. 
Ovviamente dal prossimo film degli Avengers è lecito attendersi ben altro, ma la fiducia nei Marvel Studios è immutata.

P.S. Per me i film più deboli del MCU sono Thor: Dark World e Iron Man 2.
P.S.2 Se volete approfondire la figura di Captain Marvel/Carol Danvers, sicuramente recuperate la serie citata anche nei titoli di coda del film, scritta da Kelly Sue De Connick e illustrata da David Lopez.  Se invece siete interessati a scoprire le popolazioni aliene della Marvel, i due titoli fondamentali sono La guerra Kree – Skrull (1971) scritta da Roy Thomas e disegnata da tre big come Sal Buscema, John Buscema e Neal Adams. e la più recente Secret Invasion (2008) della coppia Brian Bendis e Leinil Francis YU.

Recensione MANQ

A quanto pare in questa recensione a quattro mani mi tocca la parte di quello che l’universo Marvel lo ha conosciuto unicamente al cinema e non dai fumetti, che immagino sia l’equivalente di conoscere Michael Jordan per Space Jam e non per le vittorie sportive. A mia parziale discolpa, tra film e serie TV mi ci sono dedicato in maniera abbastanza approfondita e senza mancare mai un appuntamento, anche spinto da un po’ di sana e compulsiva necessità di completezza. Il mio parere sul film quindi è completamente privo di qualsiasi parallelismo con le vicende cartacee, si basa solo su quanto visto nelle due ore abbondanti al cinema, al massimo in virtù di quanto è stato prima e, eventualmente, di quanto sarà dopo.
Iniziamo quindi dal film: Captain Marvel non è tra i migliori lungometraggi che compongono l’MCU. La storia è più al servizio della continuity che non volta a raccontare qualcosa di realmente interessante e, oltretutto, è messa in piedi con una struttura che scricchiola. Nel tentativo (lodevole) di non metterci al cospetto dell’ennesima origin story, Captain Marvel costruisce la trama con continui flashback che però impiegano quasi metà film ad avere un senso compiuto e che, di conseguenza, portano lo spettatore “vergine” ad un certo livello di smarrimento. Non è Lynch, chiaramente, ma potrebbe risultare non immediato ad un pubblico più generalista, o ai ragazzini cui è rivolto. Non c’è un villain degno di questo nome, non c’è una storia anche solo vagamente interessante: è palese l’unico scopo sia introdurre un personaggio rendendo credibile il fatto che se ne senta parlare solo dopo venti film e tutto sommato il risultato in quest’ottica è buono, in termini di sospensione dell’incredulità.
Forse, rispetto ad altri film precedenti sulla carta anche meno “rilevanti” per l’MCU, questo Captain Marvel sembra un po’ pigro, poco curato. In alcune scene di combattimento cittadino la CGI è ai limiti del tollerabile, la recitazione in alcuni punti è da film di serie B (fa arrabbiare perché è Sam L. Jackson e tu che lo guardi sai che saprebbe fare ampiamente meglio), gli ormai irrinunciabili siparietti comici sono spesso forzati o comunque non in linea col tono generale del film e c’è nel complesso davvero poca raffinatezza nell’uso dei riferimenti musicali che dovrebbero collocare la storia in una certa epoca. Tutto davvero troppo didascalico, a mio avviso.
Il personaggio, di contro, mi è piaciuto molto. Mi è piaciuta Brie Larson nel ruolo, mi è piaciuto come lo hanno caratterizzato e mi ha lasciato con la voglia di saperne qualcosa in più delle sue avventure, a differenza di molti altri suoi super-colleghi. Nota di colore: non ho mai letto i fumetti Marvel, ma leggevo PK e questa Captain Marvel è la trasposizione cinematografica perfetta di Xadhoom, che a questo punto credo fosse “liberamente ispirata a”, altrimenti non si spiega.
Tirando le somme restano due ore di intrattenimento più che apprezzabili, cosa che al ventunesimo film non è affatto scontata. Stessimo parlando di una serie TV, liquideremmo questo Captain Marvel come un filler episode che è necessario guardare solo per via del suo ruolo nel quadro generale. Il botto tanto arriverà con Endgame, inutile stare a girarci intorno.

Informazioni su Manq 9 Articoli

"Nerd before it was cool": consumatore compulsivo di film e serie TV, videogiocatore ormai saltuario ed intramontabile aficionado di D&D. Ascolto anche un sacco di musica brutta.

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