Chernobylite – Intervista esclusiva

Un viaggio nel cuore di Chernobylite

Chernobylite - Intervista esclusiva

Chernobylite è un videogioco horror che vuole raccontare i fatti di Chernobyl tra cospirazione, orrore, sopravvivenza, amore e ossessione. La storia si preannuncia profonda ed emozionante, un’esperienza di sopravvivenza, un horror avvincente con ricreazione visivamente sbalorditiva dell’area di Chernobyl.
Noi di NerdGames abbiamo avuto l’opportunità e il grande onore di intervistare Farm 51, lo studio sviluppatore del gioco. Ringrazio in particolar modo Wojciech Pazdur per questa incredibile occasione.
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NerdGames: Quando avete iniziato a pensare a Chernobylite per la prima volta? Come è nata l’idea del gioco?
Farm 51: È una storia piuttosto lunga. Nel 2013 abbiamo iniziato a lavorare sulla scansione 3D di location reali, per migliorare la fedeltà visiva dei nostri giochi, e abbiamo pensato quale sarebbe stato il posto più bello al mondo da ricreare con precisione all’interno di un videogioco.
Avevamo idee per le piramidi egizie, l’architettura maya, le rovine dell’Antica Roma, probabilmente a causa di uno dei nostri giochi precedenti, “Deadfall Adventures”, che era un’avventura tipo Indiana-Jones. Tuttavia, erano tutti collegati dal fatto che in generale sono posti facilmente accessibili e tutti possono visitarli durante una vacanza.
Abbiamo iniziato quindi a pensare a un posto diverso, una specie di area proibita, non facile da accedervi e spaventosa per la maggior parte della gente. Ed è qui che ha vinto Chernobyl. Volevamo renderlo uno dei luoghi di “Get Even”, un thriller psico-fisico a cui stavamo lavorando in quel momento ma ben presto ci è sembrato che fosse una sfida troppo grande riuscire a raccogliere abbastanza materiali e processarli entro i limiti di tempo che avevamo. Quindi abbiamo scansionato e ricreato alcune piccole parti della Exclusion Zone in un’applicazione di realtà virtuale documentaria chiamata “Chernobyl VR Project“, che è già disponibile per la maggior parte dei dispositivi VR.
È stata una buona mossa perché per un po’ di tempo ci siamo potuti concentrare sullo studio della storia della catastrofe di Chernobyl, migliorare l’accuratezza della nostra tecnologia di scansione e costruire una squadra con alcune persone fantastiche, sia dalla Polonia sia dall’Ucraina, che hanno reso possibile ogni lavoro su questo argomento. Dovevamo viaggiare sempre di più, per imparare come lavorare in un ambiente ostile e su un contenuto piuttosto unico, con tecniche non così popolari.
In definitiva, nell’ambito di “Chernobyl VR Project” abbiamo creato un museo virtuale della catastrofe e raccolto il know-how e i materiali necessari per avviare un progetto molto più grande e ambizioso, “Chernobylite“.
E dato che siamo sempre stati sempre nel dark e nelle storie storie horror (non importa se in un assalto folle come “Painkiller” o in un thriller raccapricciante come “Get Even”), combinare l’ambientazione di Chernobyl con i temi horror e survival era piuttosto naturale come mossa.
Chernobylite - Intervista esclusiva
NerdGames: Durante la realizzazione del gioco avete visitato la reale Chernobyl. Quale emozioni avete sentito? Avete intervistato le persone del posto?
Farm 51: Ricordo esattamente il primo momento in cui lasciammo l’arrugginito e antiquato autobus sovietico dopo essere stati controllati nel checkpoint militare dalla guardia d’accesso alla Zona. Era come “wow, sono dentro un gioco post-apocalittico!“. Tuttavia, poi abbiamo iniziato a girare, fare foto e parlare con le guide, gli anziani che lavoravano alla centrale nucleare di Chernobyl al momento di catastrofe. Inoltre, a ogni passo percorso e a ogni parola detto, tutto ha iniziato a cambiare. Non c’era azione, niente mutanti, niente ricerche, solo il silenzio, la tristezza e le storie delle persone reali che hanno sofferto molto per aver perso i loro parenti, le loro case e le loro vite felici. Pripyat, la città fantasma evacuata dopo l’incidente nucleare, negli anni ’80 era uno dei luoghi più moderni e migliori in cui vivere in tutta l’Unione Sovietica. Essendo una città abbastanza piccola, c’erano negozi ben attrezzati (non molto comuni a quei tempi in quella regione), piscine, un parco divertimenti e persino un’agenzia di noleggio di pianoforti. E poi, una notte, fu tutto perso.
Dopo aver capito tutto questo, abbiamo deciso di passare dal raccontare la storia del luogo alla storia della gente che viveva lì, perché erano tutte situazioni legate all’uomo, situazioni che hanno reso l’intero luogo di Chernobyl così drammatico. Abbiamo fatto molte interviste con le persone che hanno sofferto della catastrofe, così come con le persone che hanno cercato di raccontare queste storie. Alcune di queste persone, specialmente i vecchi abitanti del villaggio, sono tornati e vivono ancora soli nella zona abbandonata, quindi abbiamo deciso che organizzeremo alcune azioni di beneficenza per portare loro i beni necessari per vivere.

NerdGames: Parlando di Chernobylite, cosa potete dirci del gameplay? Avete scelto una visuale in prima o in terza persona?
Farm 51: Siamo sempre stati per i giochi in prima persona, quindi non sono mai state considerate altre idee. In passato ci siamo concentrati sullo sviluppo di meccaniche di gioco in prima persona che fossero uniche e metodi narrativi che funzionassero dal punto di vista dei giocatori. Abbiamo voluto utilizzare tutto il know-how che abbiamo già e concentrarci maggiormente sul fornire una storia e un gameplay ancora migliori piuttosto che imparare a fare un gioco totalmente nuovo. Stiamo facendo alcuni progetti per VR e siamo molto interessati a rendere finalmente possibile l’unione tra giochi PC-console-VR con le esperienze senza soluzione di continuità. Anche se oggi è ancora difficile, Resident Evil VII ha dimostrato che questo è possibile – quando si mantiene la prospettiva in prima persona – quindi vorremmo seguire questa direzione.
Per non rivelare troppo sul gameplay, posso solo dire che sarà un’esperienza tesa, non frenetica. Non stiamo realizzando uno sparatutto run-and-gun ma stiamo manteniamo tutti gli elementi d’azione come parte importante della costruzione dell’intera esperienza, dalla trama attraverso l’atmosfera, per mantenere alta la tensione.

NerdGames: Get Even vi ha aiutato nella creazione del gioco?
Farm 51: Sì molto. “Get Even” è stato il nostro progetto più grande e migliore finora ma è stato molto ambizioso nel voler collegare le nuove tecniche di storytelling a meccaniche di gameplay uniche. A un certo punto del ciclo di sviluppo, abbiamo dovuto decidere se tagliare qualcosa sul gameplay o sull’esperienza della trama e questo è andato a scapito delle meccaniche di gioco. In “Chernobylite” sappiamo già quali meccaniche funzionino e quali no, quindi pensiamo di bilanciare e avere un flusso di gioco più fluido e di migliorare le meccaniche, senza sacrificare però la profondità della narrazione.
Inoltre, “Get Even” è stato estremamente misterioso (volutamente), ed è stata la forza e la debolezza di questo titolo, quando si trattava di marketing. Non potevamo dire molto sul gioco per non rivelare le sue caratteristiche più interessanti, quindi è stato molto intrigante per una parte del pubblico ma molte persone non hanno capito che genere di esperienza fosse. Tecnicamente non è stato possibile quindi stabilire l’interesse di un gruppo abbastanza grande di giocatori perché diventasse un successo commerciale.
Con “Chernobylite” è totalmente diverso, perché anche se non dovessimo dire una parola sulla storia o sulle meccaniche di gioco, tutti sentono la combinazione di parole “Chernobyl” + “survival” + “horror”. La nostra community già ora, all’inizio dello sviluppo, sembra essere più grande del gruppo di nostri sostenitori al rilascio di “Get Even”.
Chernobylite - Intervista esclusiva
NerdGames: L’industria videoludica sta crescendo in Polonia e penso, per esempio, a CD Projekt Red. Secondo voi, quali sono le cause di questo successo?
Farm 51: Credo che sia il nostro mix di pazzia e buon senso. La Polonia si trova al confine tra civiltà orientali e occidentali. Dai primi prendiamo ambizioni, coraggio e volontà di lottare per i nostri sogni, e dai secondi prendiamo in prestito l’esperienza aziendale, sociale e tecnologica. Tutte le più grandi società di gamedev polacche che conosco sono state avviate da ragazzi che all’inizio tendevano a essere più coraggiosi che ragionevoli. Nel tempo hanno imparato però a gestire le imprese responsabilmente, continuando a sognare dopo essere riusciti a sopravvivere nel duro mondo di questo settore.

NerdGames: Cosa potete dirci sulla release del gioco e sulle piattaforme su cui arriverà?
Farm 51: Vogliamo pubblicare “Chernobylite” su quante più piattaforme possibili. Essendo però il nostro un team indipendente relativamente piccolo, non possiamo affrontarle tutte contemporaneamente. Puntiamo decisamente alle console e al mondo PC e speriamo di estendere il gioco anche all’esperienza VR, ma è ancora troppo presto per dirlo oggi.

NerdGames: Potete dirci se Chernobylite sarà all’E3?
Farm 51: No, dovevamo scegliere se andare a E3 o tornare a Chernobyl a giugno, e poiché c’era un conflitto nelle date, abbiamo scelto… Comunque, parlando seriamente, saremo a Chernobyl, non a causa del fatto che non vogliamo andare all’E3 ma perché lo abbiamo pianificato in anticipo e per noi è ancora un po’ troppo presto per andare a un evento così importante.
Prevediamo di pubblicare il trailer del gameplay e altri fantastici materiali in-game e dietro le quinte entro i prossimi mesi. Molte persone ci chiedono costantemente come possa funzionare il gioco viaggiando a Chernobyl, quindi vogliamo mostrare i fantastici materiali che abbiamo già raccolto e che riuniremo nei prossimi viaggi.

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Videogiocatore da sempre, amante di boardgame, fumetti, cinema e Serie TV. Affascinato da ciò che è insolito, inusuale e profondo amante del mondo geek.
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