Zatopek  – Recensione

La storia di uno straordinario atleta

Zatopek  - Recensione

Torna sulle nostre pagine Miraggi e lo fa grazie a un graphic novel imperdibile. Non una semplice biografia, ma un bellissimo e ispirato percorso di vita.

Zatopek – La nostra recensione

Capita spesso di appassionarsi a  storie di underdog, persone straordinarie che partendo da situazioni di svantaggio socio-culturale, arrivano ad ottenere risultati incredibili, grazie alla loro dedizione. Capita ancora più spesso che si tratti di storie collegate al mondo dello sport, soprattutto provenienti dagli Stati Uniti o, comunque, dal mondo occidentale. Poco si sa di cosa accadeva nell’Europa Orientale, ancora di più durante il blocco sovietico.

Miraggi, grazie alla collaborazione con il Ministero della Cultura Ceca, porta nelle nostre librerie e fumetterie, la biografia illustrata di Emil Zatopek. Non conoscevo questo straordinario atleta, capace di macinare chilometri, record e medaglie alle Olimpiadi e diventare un simbolo per il proprio paese, nonostante il suo carattere non sempre allineato con il potere. Emil – al termine di una lettura, diventa naturale chiamarlo per nome e considerarlo un amico – è stato più di un corridore, è stato un creativo, uno sperimentatore, un uomo fedele: alla famiglia, all’esercito ma soprattutto ai suoi ideali. 

Zatopek è nato nel 1922 ed è deceduto nel 2000. Ha quindi vissuti gli anni più duri e intensi – per usare un eufemismo – della sua ex Cecoslovacchia: Guerre, restrizioni della propria libertà dovute al Regime Comunista. Eppure, leggendo questo graphic novel ciò che emerge è la tenacia di Emil nel portare avanti i suoi obiettivi nella vita, migliorando e portando benefici anche alle persone che facevano parte della sua vita.

Il suo modo di essere emerge nella storia d’amore con Dana, sua moglie e atleta olimpica. Una giavellottista, per la precisione. Emil è un marito presente, un motivatore e un allenatore pignolo. Ancora più emozionante è il rapporto che si crea tra uno Zatopek ormai vicino ad appendere le scarpe al chiodo in versione mentore (il libro ci racconta fino al 1952) e il giovane Standa “Yogurt” Jungwirth. La fiducia di Emil verso il giovane compagno di squadra è commovente, ma su questo, nessuna anticipazione.

SEGUICI SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM E RESTA AGGIORNATO IN ANTEPRIMA SUI NOSTRI CONTENUTI!


Informazioni su Mauro Orsi 130 Articoli

Lettore compulsivo, appassionato di cinema e musica. Ama le storie: raccontate, vissute, disegnate, cantate, scritte o sognate. Insomma di tutto, un po'(p).

Lascia un commento